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Akiho Headquarter Show Odate Maggio 2003

 

LA PARTENZA

Finalmente il gran giorno è arrivato !
Il 29 aprile , giorno del mio compleanno ( e non potevo avere regalo più bello), io e mio marito Roberto Brutti siamo partiti per il Giappone. Scopo del viaggio assistere alla più importante esposizione di cani di razza Akita organizzata in questo paese. Luogo Odate ,vale a dire la culla della razza,data 3 maggio 2003, organizzazione a cura dell’Akiho, Akita Inu Hozonkai,  il club più antico che protegge la razza.
Questo club è stato creato nel 1927 e la sede si trova ad Odate ; due volte all’anno organizza l’esposizione , una in primavera ad Odate e l’altra in autunno in differenti città. Il premio più alto è il titolo di Meyosho. All’ultimo piano dell’edificio che  ospita il club si trova il museo dell’Akita (fotoalbum).
Finalmente dopo 10 anni di dedizione all’allevamento di questi affascinanti cani ecco per noi l’occasione di vedere gli Akita nella loro terra, i luoghi sacri della loro storia , di conoscere gli allevatori che preservano la razza e tutti coloro che si occupano della sua tutela.

OSAKA E KYOTO

Dopo un volo di quasi 12 ore, il 30 Aprile siamo arrivati ad Osaka (fotoalbum) dove abbiamo incontrato la nostra interprete Mitsue che ci avrebbe accompagnato nel nostro tour per tutti i giorni seguenti.
Già nel pomeriggio due primi appuntamenti: uno con il sig. Nakagawa, o meglio Nakagawa-san, giudice e allevatore di akita nonché colui che ci ha permesso di avere il nostro Ch. Modiale Kakusui go Tezuka Kensha,il secondo con il sig. Endo, famoso handler. Queste persone ci hanno ricevuto con la loro leggendaria ospitalità e mostrato i loro cani.  Il sig. Endo inoltre sarebbe stato con noi sul volo per Odate il giorno 2 per presentare numerosi cani all’esposizione.
Il 1° maggio ci siamo concessi una giornata da turisti con visita ai templi di Kyoto (fotoalbum), pranzo tipico giapponese e shopping. Una giornata rilassante e istruttiva alla vigilia della partenza per Odate avvenuta il giorno dopo.

ODATE 

L’arrivo ad Odate (fotoalbum) è stato subito denso di avvenimenti. Nello stesso pomeriggio siamo stati ricevuti dal Presidente e dal General Manager nell’ufficio del’Akiho, Roberto è diventato socio del club ed ha avuto il video della precedente expo nonché il calendario e il permesso per poter entrare nel ring a scattare le foto il giorno dopo all’expo. Subito dopo visita ad una delle figure più carismatiche, il dott. Ogasawara che, in modo molto cerimonioso, ci ha offerto  tè verde e dolci giapponesi e si è fato gentilmente intervistare. Questa persona è il n° 2 dell’Hozonkai dopo il Presidente, è l’allevatore del famoso Sehioh go of Juntai Doh , è professore universitario di scienze e autore di numerosi articoli per l’Hozonkai. Con orgoglio ci ha anche mostrato i suoi bonsai e uno splendido cucciolone maschio.
La sera, cena giapponese a base di kiritampo, una specie di zuppa con pezzetti di pollo, verdure di montagna, funghi e riso proveniente dalle risaie della prefettura Akita che pare sia il più buono di tutto il Giappone.

L’ESPOSIZIONE AKIHO “HON BU TEN”

La mattina del 3 maggio, calda e soleggiata, eccitatissimi e armati di macchine fotografiche abbiamo lasciato l’albergo che si trovava a pochi passi dal luogo dello show e siamo entrati nel bellissimo parco Keijo, circondato da ciliegi in fiore, dove avrebbe avuto luogo la manifestazione (fotoalbum ). Il parco è proprio di fronte alla sede del club.
Era per noi, unici stranieri, come  entrare in un santuario, come raggiungere il cuore pulsante della razza; dopo anni di studi, di raccolta di foto, documenti e di lavoro di selezione sui nostri cani ora eravamo al centro di questo universo e toccavamo con mano quello che avevamo visto sulla carta o sentito dire, era come se dopo aver orbitato a lungo attorno ad un nucleo ora vi fossimo dentro, oltre non potevamo andare. Stupendi akita dappertutto!!
Gli allevatori erano tutti presi nei preparativi per la giornata, non solo  scarico dei cani  dalle macchine ma anche allestimento dei propri spazi con tanto di tende per il sole, stuoie e attrezzatura da picnic visto che per loro questo evento è vissuto anche come una festa.
Con grande piacere siamo stati calorosamente salutati da alcuni allevatori che già conoscevano mio marito. Poi siamo stati di nuovo accolti dal dott. Ogasawara che ci ha fatto accomodare al tavolo delle personalità importanti con catalogo alla mano per seguire la presentazione di ben 187 cani iscritti. Alle ore 9, sotto una pioggia di petali rosa portati dal vento, ha avuto inizio la cerimonia di apertura. Abbiamo avuto l’onore di essere schierati tra gli ospiti importanti e Roberto è stato anche presentato come rappresentante del club italiano che ben tutela la razza e della WUAC.
Sono stati presentati gli 8 giudici che avrebbero giudicato i cani e premiati alcuni personaggi per meriti vari.
Alle 10 finalmente l’ingresso dei primi cani: cercherò di descrivere lo svolgimento della manifestazione facendone una cronaca e anticipando che capire il meccanismo dei giudizi non è stato facile sia per le difficoltà della lingua  sia per  un diverso modo di giudicare; nostri unici  punti di riferimento erano un catalogo in giapponese, uno speaker al microfono che parlava solo giapponese e un interprete che parlava solo giapponese e  inglese.
Ore 10 quindi, si inizia con la classe puppy (yo ken). I cuccioli, dato il numero , vengono divisi  non solo per sesso ma in 2 sottoclassi: maschi B e maschi A, femmine B e  femmine A; l’età va dai  6 agli 8 mesi (B), e dagli 8 ai 10 mesi (A)
Il giudizio di tutti i cuccioli viene fatto attribuendo un punteggio e senza paragonare i cani. I soggetti, data la loro inesperienza, scalpitano, hanno pelo folto, sono in maggioranza fulvi  e bellissimi e sono numerosissimi, circa 20 per classe.
Poi è la volta della classe junior (waka inu) maschi e femmine dai 10/18 mesi. Anche qui bei soggetti in pelo.
Alle 11 entra la classe giovani adulti (so ken), sono divisi in maschi B da una parte e femmine B dall’altra età 18/30 mesi, a questi poi si succedono i maschi A e le femmine A età 30 mesi /4 anni. E’ difficile seguire sia i maschi che le femmine contemporaneamente, Roberto corre di qua e di là scattando foto e facendo acrobazie  per cercare di disturbare il meno possibile i giudizi. Anche qui numerosissimi i soggetti, tutti con molto pelo, petto largo, struttura robusta, in maggioranza fulvi, dalla tipicità molto accentuata. I soggetti vengono tenuti fermi con testa alta per mezzo dei famosi guinzagli dorati, al centro di un cerchio disegnato per terra mentre il giudice  gira loro intorno. Vengono richiesti solo pochi passi avanti e indietro per valutare il movimento, che sembra proprio interessi poco, mentre interessa molto quello che il cane emana da dentro, intendo dire la dignità, la nobiltà ,la superiorità, l’impronta di razza ma tutto questo per noi è difficile da capire, bisogna esserci per comprendere e parlare con gli esperti di razza giapponesi per i quali  l’akita è considerato un oggetto artistico !
Capiamo che questa è una prima fase in cui vengono scelti i cani migliori che  verranno poi messi a confronto fra loro e classificati nel pomeriggio quando ci sarà la vera competizione.
Dalle 11,40 alle 12,40 pausa pranzo sul grande prato e noi abbiamo avuto il privilegio di essere ospitati e rifocillati dal gruppo del dott. Ogasawara presso il loro spazio.
Alle 12,40 la manifestazione inizia di nuovo con la presentazione dei migliori cani dell’ultima manifestazione: entrano quindi  i Meyosho, due maschi tigrati con molto urajiro, un maschio rosso e una femmina rossa; la loro “maturità” si esprime nel comportamento e nelle proporzioni, sono veramente imponenti. Sembrano statue viventi anche perché devono stare fermi molti minuti per farsi ammirare. Dopo di loro vengono fatti sfilare alcuni cani fuori competizione.
Da ora in poi inizia la vera gara con la comparazione e la classifica dei cani.
Alle 13,15 rientrano  i cuccioli della mattina che hanno avuto il punteggio adeguato.
Nel silenzio più totale, interrotto di tanto intanto dalle voci di chi chiama i cani dall’esterno, 5 giudici insieme guardano i puppies schierati, si consultano comparandoli l’un con l’altro poi i soggetti vengono fatti schierare di nuovo questa volta ordinandoli per ogni classe dal 1° all’ultimo. Nelle femmine B vince una bella fulva, nei maschi B 1° è un fulvo e 2° un tigrato.
Nelle femmine A 1° una fulva e 2° una bianca, nei maschi A i primi 4 sono tutti fulvi.
Alle 14,30 rientrano le femmine junior (10/18Mesi), le prime tre sono fulve e la 4° tigrata.
Con lo stesso sistema si va avanti per le tutte le altre classi. Da sottolineare che le prime posizioni se le aggiudicano soprattutto soggetti di colore fulvo, con belle code ad ellisse, strutture squadrate orecchie ben inserite, occhi molto inclinati e abbondantissimo pelo di doppia tessitura.
Quando entra la classe libera (sei ken),soggetti con più di 4 anni, ci stupiamo nel vedere pochi cani sia nei maschi che nelle femmine (7-8 per classe). I soggetti, dato il caldo, ansimano ma nonostante ciò rimangono interminabili minuti fermi nel ring. E’ impossibile valutarne il movimento ma rimaniamo colpiti dalla perfezione delle teste. Le femmine sono molto più piccole dei maschi ma ugualmente superbe.E’ da questa classe che usciranno alla fine i Meyosho.
Quello che abbiamo notato è il gran numero di cuccioli, giovani e giovani adulti rispetto al basso il numero di adulti nelle classi libere .Sembra che i Giapponesi puntino molto sui giovani , che degli adulti rimangano solo quelli veramente super e che degli altri non si interessino più. Quindi il modo di giudicare e l’età dei cani ci sono apparsi molto diversi da quanto è qui da noi. Alcuni dei cani visti la mattina non si sono ripresentai il pomeriggio e hanno dato forfait  non avendo raggiunto il punteggio adeguato. Abbiamo notato che i posteriori migliori erano nelle femmine e le teste più tipiche nei maschi. Qualcuno da noi sarebbe definito addirittura  ipertipico.
Finalmente alle 16,30 il gran finale: vengono schierati nel grandissimo ring tutti insieme i soggetti della classe libera, i maschi  da una parte e le femmine  dall’altra. Tra quelli giudicati eccellenti vengono scelti i più che eccellenti: sono 2 femmine, Yuko tigrata e Hanatubaki fulva, e 4 maschi, Yujiro tigrato, Koma, Zuisho (fratellastro di Kakusui) e Taisho fulvi, che sono chiamati avanti per essere ammirati e applauditi e viene loro conferito il titolo di Meyosho, cioè il premio d’onore. Abbiamo visto che l’attribuzione del titoli di meyosho,  non si basa su un numero preciso, in altre parole il numero dei meyosho dipende da quanti cani il giudice ne trova di meritevoli in quella data expo.
Essi si ripresenteranno all’expo successiva (quella del prossimo autunno) in una classe non più competitiva per essere presi a modello.
La manifestazione così si  chiude.
Nel tardo pomeriggio, calata la tensione, abbiamo avuto incontri con alcuni allevatori ma l’ incontro più commovente è stato  con l’allevatore di Kakusui, Mr. Tezuka che ci ha dato moltissimi consigli per l’allevamento.

VISITA AI LUOGHI SACRI DELLA RAZZA

Il giorno dopo visita al museo, a due allevamenti e a luoghi leggendari come il “santuario” di Shiro (fotoalbum ) nella famosa foresta “ululante”( dove abbiamo pregato, ben istruiti dall’interprete, alla maniera giapponese), la casa di Hachiko, le statue dedicate a lui e ad una famigliola di akita alla stazione di Odate.
Gli allevamenti che abbiamo visitato nella prefettura di Akita (fotoalbum ) sono a carattere familiare e i pochi cani vengono tenuti in piccole gabbie sollevate da terra, i proprietari si giustificano dicendo che è per una serie di motivi: di igiene (in effetti attorno ai cani c’è una  pulizia sorprendente), per evitare che essi disturbino con il loro abbaiare, possano mordere, provochino danni ai vicini o incidenti se scappano in strada, inoltre perché molti giapponesi sembra temano il cane in generale ed i proprietari rispettano chi ha questo sentimento.
Sottolineo che queste giustificazioni non ci hanno fatto sentire meglio e che abbiamo sofferto vedendo il piccolo spazio in cui questi animali passano la loro vita e il nostro cuore lo abbiamo lasciato là, a questi splendidi gioielli che sono gli akita giapponesi .
E dire che la zona di Akita è proprio l’ideale per questi cani : risaie, foreste, montagne……molto verde quindi e scarsa popolazione con ritmi e modi  di vita tranquilli e semplici al contrario della zona di Osaka caratterizzata da  molto traffico, gente, negozi, case, alberghi, industrie.

NARA E PARTENZA

Pervasi dalla sensazione di aver realizzato un sogno e di aver veramente colto l’essenza della razza, il 5 Maggio siamo ripartiti dall’aeroporto di Odate per ritornare ad Osaka. Il 6, nostro ultimo giorno in Giappone , e stato dedicato alla visita di Nara (fotoalbum ) ed al famoso tempio Toudaiji con il suo grande Buddah… cena a base di yakitori. Il 7 mattina abbiamo avuto la gradita sorpresa di trovare all’aeroporto per salutarci alcuni amici giapponesi che ci hanno dato gli ultimi regali, commossi li abbiamo lasciati con la promessa di ritornare presto per imparare ancora tante cose sulla razza e migliorare la qualità dei nostri cani.

GIOVANNA ROSSI BRUTTI