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CONOSCERE L’AKITA

CENNI STORICI

Cane nazionale numero uno del Giappone, deve il suo nome alla provincia di Akita di cui è originario, situata nella parte più settentrionale della principale isola giapponese, Honshu. La storia di questo cane risale a circa 300 anni fa quando cominciò a delinearsi la sua attuale figura. Fin da subito fu il cane dei cacciatori più intrepidi, quelli che affrontavano l’orso, poi fu il cane dei samurai e degli shogun.

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collare con catena e guinzaglio da cerimonia
per Akita oggi usati nella presentazione in expo

Era il cane dei capi e dei nobili ed era oggetto di trattamenti speciali e cerimonie in cui si usavano guinzagli e collari d’oro (ancora oggi gli akita da esposizione vengono presentati con collari dorati e guinzagli particolari). Ecco perché, da subito, divenne simbolo di potenza, ricchezza e coraggio. Nonostante ciò questo cane ha attraversato un periodo buio in cui è stato modificato, reso più pesante, trasformato tramite meticciamenti per rispondere ad altre esigenze “umane” (vedi combattimenti fra cani) ma è riuscito a sopravvivere e piano piano, subendo un processo di purificazione, è ritornato ad essere come era. Nel 1931 è stato proclamato “Patrimonio Naturale Nazionale” e come tale viene
tutelato dal governo.

CARATTERISTICHE GENERALI

Questa bellezza naturale, piena di vigore e personalità, suscita una sensazione di raro splendore e nobiltà che appaga il senso estetico. Immobile o in azione, l’akita mantiene sempre un aspetto nobile e serio, in cui si combinano incredibilmente gli opposti: eleganza e semplicità, calma e rapidità, autocontrollo e impulsività, finezza e rusticità.
La sua struttura robusta, le spalle forti, il torace ampio, gli arti anteriori e posteriori potenti, gli conferiscono un aspetto scultoreo tanto da poterlo paragonare ad una statua di giada o ad un blocco di legno scolpito. Il suo pelo, fitto e brillante, e il sottopelo, fine e denso, mascherano i contorni marcati della muscolatura e dell’ossatura per cui non si ha mai la sensazione
di rudezza e brutalità. Le caratteristiche peculiari di questa razza così fiera si evidenziano soprattutto nella testa dai tratti eleganti,e nella coda. La forma triangolare degli occhi obliqui, profondi e misteriosi, e delle orecchie, spesse, erette e inclinate in avanti, corrisponde al disegno complessivo della testa, larga e triangolare anch’essa. La coda, spessa e forte, è portata vigorosamente arrotolata sul dorso e conferisce al cane potenza e armonia contemporaneamente. Gli altri dettagli dello standard, di cui si consiglia la lettura, rinforzano quest’impressione.
La sua personalità traspare dallo sguardo fiero, penetrante, a volte pensoso. Non è molto espansivo, anzi con gli estranei si mostra freddo e sospettoso (cosa che secondo noi è più una qualità che un difetto) riservando il suo
affetto ai membri della sua famiglia. Per questo in Giappone è molto apprezzato come cane da compagnia, leale e protettivo, sempre presente ma mai troppo esigente o invadente. Questo “Samurai” sa controllare la sua forza e, se lo sceglieremo come cane da guardia, avremo un soggetto capace di difendere grandi proprietà, dove porterà la sua eleganza e il suo istinto di guardiano che farà di tutto per dissuadere gli intrusi evitando di mordere. Non abbaierà molto ma quando lo farà, ci sarà sempre un buon motivo.
Per educarlo non sarà necessario essere duri e severi, perché a volte è permaloso, ma pazienti e costanti ricordando che, con lui, anche uno sguardo “significativo” può bastare; la cosa più importante è conquistarsi il suo rispetto e fargli capire che non può fare sempre quello che vuole. Ha un solo difetto: è un cane dominante che non accetta mancanza di rispetto dagli
altri cani per cui tenderà sempre ad affermare sé stesso anche con la forza.

IL PADRONE IDEALE

akita e bimbi
l’Akita……fedele tutore della famiglia

Ha bisogno di un padrone che capisca la sua psicologia e che si renda conto di aver di fronte un cane con un’intelligenza superiore alla media la cui personalità deve essere rispettata; che sia disposto a lasciarsi affascinare dal suo sguardo enigmatico e dalla sua espressione asiatica che nessun altro cane da guardia possiede (ma attenzione, dietro alla sua calma apparente
si cela la capacità di reagire in modo fulmineo); che non cerchi un cane robot perché l’akita “pensa” e qualche volta ha idee tutte sue; che ami il cane non manipolato ma naturale per non dover ricorrere a trimming, stripping, tosature, o peggio al taglio delle orecchie o della coda ( a lui bastano frequenti spazzolate, soprattutto nel periodo della muta) perché lui è
bello così, senza artifici. Infine ricordate : l’akita non è un cane per tutti e chi lo sceglie di sicuro è una persona che non ama le cose comuni ma preferisce qualcosa di diverso e speciale.

Dott. Giovanna Rossi Brutti