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SEMINARIO SPECIALE WUAC PER GIUDICI DELLA RAZZA AKITA

RELATORI :
Toshitsugu Watanabe giudice JKC
Hiroshi Kamisato giudice JKC
Izumi Awashima giudice JKC e interprete

Il giorno 21 Febbraio 2004 presso l’hotel Holiday Inn di Gent, Belgio, si è svolto un seminario per giudici semina5sulla razza Akita tenuto dai giudici JKC sigg.ri Izumi Awashima, Hiroshi Kamisato, Toshitsugu Watanabe.
Relatore principale il sig. Watanabe che, munito di foto dei più bei cani visti alle ultime expo Akiho di Odate e Nagoya 2003, ha commentato i vari soggetti minuziosamente, sottolineandone pregi e difetti.
Parlando di questi soggetti, il sig. Watanabe ha detto trattarsi di Meyosho, ambito titolo che viene attribuito quando un cane, venendo presentato tutti gli anni, comincia a vincere costantemente la classe di appartenenza partendo già da quella puppy.

Facendo scorrere le immagini dei cani sullo schermo, il giudice ha spiegato le loro caratteristiche sia positive che negative. Ha prima mostrato una serie di maschi, sia giovani che adulti, poi è passato alle femmine. I soggetti erano in maggioranza fulvi poi venivano i tigrati e i bianchi.

 

Per ogni singola foto il sig. Watanabe ha iniziato col valutare dapprima l’espressione degli occhi dicendo che deve essere piena di dignità, acuta e profonda. Ha detto che l’apice interno dell’occhio non deve essere tondeggiante ma formare possibilmente un angolo acuto di modo che la forma dell’occhio risulti triangolare

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Ha poi parlato del muso, che non deve essere né pesante né leggero, e delle guance che devono essere ben pronunciate e ricoperte di pelo abbondante. Ha sottolineato che nei maschi l’espressione generale della testa deve essere ben mascolina. Ha fatto notare che, pur trattandosi di eccellenti soggetti, in alcuni gli angoli del posteriore erano un po’ troppo ampi ma ha subito aggiunto che col movimento e l’accrescimento della muscolatura questi possono migliorare.Ha fatto notare le punte delle orecchie, che devono essere rotonde, e la fronte, sulla quale non ci devono essere rughe.Questa poi non deve essere prominente (con stop molto accentuato), anche se molti allevatori ricercano tale caratteristica perché migliora l’espressione degli occhi che risultano più obliqui, e deve essere ampia per cui è importante che la distanza fra le orecchie sia adeguata.  Secondo lui la fronte e la linea superiore della testa dovrebbero essere piatte perché danno più dignità all’espressione.  In altre parole, la linea superiore della testa vista di fronte (da orecchio ad orecchio) deve essere dritta.

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E’anche necessario che ci sia molto pigmento sulla testa, cioè che il colore del pelo sia carico, per avere una migliore espressione generale.
A proposito del temperamento, il sig. Watanabe ha detto che un maschio posto di fronte ad un altro maschio dovrebbe dimostrare uno spirito forte, sicuro di sé senza essere troppo aggressivo.
Sia nei maschi che nelle femmine il torace deve essere profondo e ampio. L’anteriore stretto non è bello.
Parlando delle femmine in particolare ha detto che quelle con il muso pesante risultano mascoline.
Il muso dell’akita non deve essere né troppo rotondo e largo né squadrato.Nei musi squadrati si trovano spesso labbra pendenti. La mascella tuttavia deve essere forte.
La muscolatura deve essere sviluppata e l’ossatura robusta .
Mostrando foto di cani alti sugli arti ha detto che le zampe non devono apparire lunghe e sproporzionate perché il cane non deve apparire slanciato ma ben compatto.
Parlando del pelo ha sottolineato che il mantello migliore per tessitura è quello dei tigrati perché è più duro, ispido e dritto che nei rossi.Un mantello ricco e folto formato dal sottopelo morbido che tiene sollevato il pelo di guardia più duro, contribuisce moltissimo all’impressione generale che il cane dà.
Alle domande sull’altezza preferibile dei cani il giudice ha testualmente risposto che la taglia non è importante, molto più importanti sono le proporzioni, l’armonia e il bilanciamento delle parti. Non si può pensare di valutare un’opera d’arte (perché è così che i Giapponesi vedono l’Akita) prendendone le misure, ma in base alle sensazione di bellezza e armonia che suscita.
L’ultima parte del seminario è stata dedicata al giudizio di alcuni cani in carne ed ossa. Si trattava di due cuccioloni, 1 femmina giovane, una femmina adulta e due maschi adulti. Dapprima li hanno giudicati alcuni giudici stranieri poi il giudice Watanabe. Qui abbiamo notato una discrepanza di giudizio poiché mentre alcuni giudici stranieri si soffermavano sulle strutture e preferivano fra tutti un maschio fulvo, il giudice giapponese si soffermava di più sulla testa trovando nel maschio scelto orecchie kanzashi mimi e occhi poco inclinati e nell’altro una tipicità superata, quindi il suo soggetto preferito è risultata la femmina adulta con occhi inclinati e triangolari , guance evidenti e orecchie ben portate in avanti.
Con questa importante occasione di studio è stato aggiunto un altro tassello all’approfondimento della conoscenza della razza Akita la quale non sarà mai completa se non si entra nel modo di vedere tutto orientale dei giudici giapponesi che ricercano nei cani il fascino statuario ed impressionante e l’emanazione di uno spirito nobile che rappresenti l’eredità culturale del popolo giapponese.

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